Angelus Novus
Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea
Art director: Antonio Gasbarrini

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Comunicato

Dieci anni di Inismo (opere 1988-1998)

 

 

ball.gif (359 byte)Titolo:
Dieci anni di Inismo (opere 1988-1998)
ball.gif (359 byte)Mostra:
Giovanni Agresti
ball.gif (359 byte)Curatore:
Antonio Gasbarrini
ball.gif (359 byte)Giorno:
09.1.1998 h. 17,30
ball.gif (359 byte)Durata mostra:
Fino al 24.01.1998

 

Il programma espositivo 1998 all'Angelus Novus sarà inaugurato (venerdì 9 gennaio 1998 alle ore 17,30) con una mostra personale di Giovanni Agresti, artista aderente al Movimento d'avanguardia dell'Inismo fondato a Parigi nel 1980 da Gabriele Aldo Bertozzi.
Scrive tra l'altro in catalogo - disponibile all'Angelus Novus - il critico Antonio Gasbarrini : « In uno dei più bei passi di Arte come gioco, simbolo e festa del Gadamer, il simbolo "è ciò per cui si riconosce qualcosa così come l'ospitante riconosce l'amico ospitato con la tessera hospitalis. Ma che cos'è il riconoscere? Riconoscere non è vedere di nuovo qualcosa. [ ...] Il riconoscere vede il permanente nel fuggevole. Questa è quindi l'autentica funzione del simbolo e del contenuto simbolico di tutti i linguaggi artistici: portare a compimento questo processo".
Per un giovane artista come Giovanni Agresti (cresciuto e formatosi nella temperie culturale dell'Inismo), il simbolo gadameriano assume i contorni di un eclettico nomadismo ipergrafico. Nel senso che una sorta di scrittura ideografica Ä in cui la dilatazione immaginifica di lettere ed alfabeti agisce da volano sull'intera superficie di una tela o di un foglio Ä gremisce spesso, e fino all'inverosimile, riquadrate mini-tessere simboliche (si vedano in proposito La Nave del risveglio e 40º Bazar INI del '93).
Per chi già conosce il lessico avanguardistico dell'Inismo, sa che l' Inia ( la cellula poetica par excellence dell'intero organismo delineato dalle basi teoriche del Movimento enunciate in numerosi manifesti) agisce da collante in "quell'orchestrazione di sentimenti e pensieri" propria dell'opera inista. Ed in Giovanni Agresti il fluido procedere ideografico di scritte o singoli spezzoni di caratteri tipografici 'sulle e attraverso' le foto di questa o quella città-luogo (della memoria, cioè), riesce a catturare, facendocelo vedere, il gadameriano "permanente nel fuggevole" (A Madrid, 1994)"

 

Sono particolarmente gradite la presenza all’inaugurazione e la visita alla mostra anche nei giorni successivi

 

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Aggiornato il: 15 Giugno 2001